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STILLS OF PEACE

AND EVERYDAY LIFE  Ed.XIi

Italia e Colombia: GLOBAL FUTURE

5 luglio – 7 settembre 2025 / ATRI – PESCARA

Direttrice Artistica Giovanna Dello Iacono

               

       

STILLS OF PEACE AND EVERYDAY LIFE. EDIZIONE XII

Italia e Colombia: GLOBAL FUTURE

Dopo il successo dell’undicesima edizione, dedicata al Messico e al tema della Global Humanity – intesa come espressione di solidarietà, empatia e senso di appartenenza a un’unica comunità umana, la XII edizione di Stills of Peace and Everyday Life volge lo sguardo verso la Colombia, proponendo una riflessione articolata sul Futuro. Non un semplice orizzonte temporale, ma una promessa concreta, un motore di speranza e motivazione per le nuove generazioni, chiamate a plasmare il domani con rinnovato ottimismo e consapevolezza.  

Al centro del dibattito artistico e culturale si colloca il tema della salvaguardia delle risorse vitali del pianeta, questione urgente e trasversale che interpella l’intera umanità. La Colombia, riconosciuta a livello globale come emblema di biodiversità e custode di ecosistemi unici, si offre come territorio simbolico per esplorare questa tematica, fungendo da ponte tra tradizione e innovazione, tra eredità naturale e sviluppo sostenibile. Il titolo Global Future non è una mera dichiarazione di intenti, ma un vero e proprio manifesto: un invito a riconoscere il diritto universale a un avvenire prospero e armonioso, in cui progresso e conservazione trovino un equilibrio virtuoso.

Il tema del Futuro si lega idealmente allo slogan Paz con la Naturaleza (Pace con la Natura), coniato in occasione della XVI Conferenza delle Nazioni Unite sulla Biodiversità (COP16), ospitata a Cali, cuore di una delle regioni più ricche di biodiversità al mondo. Quel summit ha sancito un principio fondamentale: la vera pace con la natura richiede una trasformazione radicale dei nostri valori, un ripensamento degli stili di vita e dei modelli di sviluppo, affinché il progresso non si traduca in predazione, ma in alleanza con gli ecosistemi.  

È da queste premesse che prende vita il percorso espositivo delle quattro mostre della XII edizione, articolato tra le suggestive Cisterne e le Sale di Palazzo Acquaviva ad Atri, lo spazio s.l.m. 00 – zerozerosullivellodelmare e la sede della Yag/Garage a Pescara. Oltre alle mostre, il Cortile di Palazzo Acquaviva ospiterà Cine Colombia, la rassegna cinematografica dedicata ai migliori autori colombiani, mentre debutta Stills Story, una nuova sezione letteraria con quattro incontri di approfondimento.  

Un team curatoriale di otto professionisti, ventidue artisti internazionali e sessantacinque giorni di eventi compongono il mosaico di questa edizione, che si propone non solo come vetrina culturale, ma come piattaforma di dialogo globale. Un invito a riflettere, creare e agire, perché il futuro non sia un’incognita, ma un progetto collettivo da scrivere con audacia e visione.  

Giovanna Dello Iacono
Direttrice Artistica

PROGRAMMA:

MA.CO. / Maratona del Contemporaneo

5 luglio ore 18 / Atri (TE)

Cortile di Palazzo Acquaviva – Inaugurazione della Rassegna Stills of Peace
Cisterne e Sale di Palazzo Acquaviva – Inaugurazione delle mostre Global FUTURE a cura di Giovanna Dello Iacono e Maria Letizia Paiato e Generazione dalla luce a cura di Marta Michelacci e Anton Giulio Zimarino

6 luglio Ore 18 / Pescara

s.l.m. 00 – zerozerosullivellodelmare – Inaugurazione mostra Forgotten People a cura di Paolo Dell’Elce
YAG/Garage – Inaugurazione di Stills of Peace for Young a cura di Cecilia Buccioni, Giovanna Dello Iacono e Maria Letizia Paiato 

7 luglio Ore 18 / ATRI (TE)

Cortile di Palazzo Acquaviva / Atri (TE)

Ore 18 – Primo appuntamento di Stills Story a cura di Giuliana De Petris – Incontro con lo scrittore Alberto Bile Spadaccini e presentazione del libro “In Colombia con Gabriel Garcia Marquez. Senza forza di gravità” e del libro “Gli azzardi del corpo” di María Ospina Pizano, edito da Edicola Ediciones.

Ore 21:00 – Primo appuntamento di Cine Colombia a cura di P. Federico Ibargüen Ruiz – Proiezione del cortometraggio La Sixtina (2022) di Juan Camilo Fonnegra e del film Cuando las Aguas se Juntan (2023) di Margarita Martínez

MOSTRE:

5 LUGLIO – 7 settembre 2025

ATRI
10.00 – 12.00 / 16.30 – 19.30 / 21.00 – 23.00 / Tutti i giorni

6 LUGLIO – 6 settembre 2025

PESCARA
18.00 – 21.00 / Dal martedì al sabato

PAUSA ESTIVA: Dal 12 al 20 agosto gli spazi s.l.m.00 – zerozerosullivellodelmare e YAG/garage saranno chiusi.

INGRESSO LIBERO

Cisterne e Sale di Palazzo Acquaviva – Atri (TE)

Global FUTURE
Lorenzo Aceto, Aycoobo, Chiara Calore, Rudy Cremonini, Federica Giulianini, Mariangela Levita, Luz Lizarazo, Matteo Montani, Pietro Moretti, Giovanni Paolo Randazzo Mora, Alejandro Sánchez Suárez, María Alejandra Torres

A cura di Giovanna Dello Iacono e Maria Letizia Paiato

La Colombia, simbolo mondiale della biodiversità da preservare, rappresenta il tema della XIIa ed. di Stills of Peace and Everyday Life, Global Future. Guardando al futuro come diritto delle nuove generazioni per la salvaguardia delle risorse vitali del pianeta, nella mostra dal medesimo titolo, protagonisti e in dialogo sono dodici artisti di diverse generazioni, ma sorprendentemente accomunati da sentimenti condivisi sull’arte e in particolare sulla pittura. Le opere di Aycoobo, Lorenzo Aceto, Chiara Calore, Rudy Cremonini, Federica Giulianini, Mariangela Levita, Luz Lizarazo, Matteo Montani, Pietro Moretti, Giovanni Paolo Randazzo Mora, Alejandro Sánchez Suárez e María Alejandra Torres, si mostrano quale vera e propria promessa di futuro che, fra espressioni di carattere puramente astratto e altre tendenti al figurativo, fanno emergere l’attenzione al paesaggio, all’urbano, più in generale alla relazione fra l’uomo e l’ambiente del vivere. Sicché si leggono i temi del tempo, del disagio interiore, tensioni fra arte, natura e tecnologia, atti voyeuristici ma anche visioni oniriche, ironiche e conturbanti, spazi selvaggi e mitologici, riflessioni sui problemi della globalizzazione che, attraverso l’idea di un’arte come nuovo alfabeto di relazione, si fa volano per riscrivere il futuro.

Cisterne di Palazzo Acquaviva – Atri (TE)

GENERAZIONE DALLA LUCE
Mozzarella Light, Juan Eugenio Ochoa, Natalia Triviño Lozano, Paolo Scirpa

A cura di Marta Michelacci e Anton Giulio Zimarino

La mostra pensata per questa XII edizione nasce da una riflessione sul “potere” e sulla funzione che la luce ha nella costruzione formale delle opere d’arte e nella loro semantica. Gli artisti scelti lavorano su questo “potere” della luce: le loro opere, da un punto di vista formale e visivo, sono pensate e generate da essa caricandole così con profondi valori simbolici e concettuali. La luce è un’onda scomponibile per frequenze e i fotoni della fisica quantistica la definiscono materialmente, ma il carico simbolico che è stato dato per millenni a questa sorta di materia immateriale, la rende qualcosa di molto più complesso per la nostra esperienza, pensiamo solo all’immenso ruolo “generativo” che essa ha acquisito nelle visioni, nei simbolismi, nelle filosofie e nelle coscienze. Gli artisti appartengono a generazioni e culture diversissime, ma tutti usano come “materia” simbolica e pratica qualcosa di immateriale profondamente sedimentato nell’immaginario, essenzialmente connesso con la percezione della realtà e dell’idea, allo stesso tempo fisico ma non tangibile. Paolo Scirpa attraverso i Ludoscopi compone traslazioni di perimetri di forme visualizzate con luce al neon, portando l’osservatore a compiere l’esperienza dell’ infinito. Juan Eugenio Ochoa raccoglie la luce dall’esterno, per portarla ad avvolgere e a dematerializzare la percezione di ciò che è il volto umano “dentro” il dipinto. In Mozzarella Light (Giulia Ciappi – Marco Frassinelli) la luce attraversa acque sospese, e lo spazio si trasforma generando nuvole instabili oppure piccoli e vivaci lampi di energia. Natalia Triviño Lozano con segni e contrasti sulle superfici fa scaturire violentemente dall’interno della composizione una luce capace di una fisicità profonda.

s.l.m. 00 – zerozerosullivellodelmare / pescara

Forgotten People
Luz Elena Castro 

A cura di Paolo Dell’Elce

L’attività di fotografa e giornalista di Luz Elena Castro è una lotta sul campo, che si espleta dall’interno, in un contatto profondo con le problematiche e le vicende della società. “Fin dall’inizio della mia carriera, ho sentito un legame speciale con le persone dimenticate del mondo. Sono una parte molto importante del mio lavoro. Con le foto dei loro volti, dei loro drammi e della loro vita quotidiana, ho cercato di richiamare l’attenzione delle persone su di loro. Nonostante la loro situazione, povertà, abbandono e miseria, c’è una forza che sgorga dai loro spiriti. Mi sforzo di catturarla.” La fotografa sceglie, quasi per affinità molecolare, le “persone dimenticate” del mondo. Vite “minori”, relegate ai margini della società, che solitamente non hanno né luogo né voce, ma che hanno invece un volto che esprime tutta la bellezza umana in una luce di riscatto esistenziale, manifestazione di una spiritualità e di un’energia vitale indomita. Nonostante tutto. Una luce di autenticità anima il lavoro fotografico di Luz Elena Castro, dove le “persone dimenticate” sono toccate dalla sua compassione e nobilitate dal suo sguardo rispettoso e solidale, che reclama attenzione e dignità per ognuno di loro. Forgotten people è un invito a guardarsi dentro con occhi diversi e contemplare quella parte di noi stessi, per molti inaccettabile, che spesso coincide con la parte più sensibile e dolente, dove la fragilità, la purezza, perfino la povertà ed altre attribuzioni di solito considerate negative, possono invece costituire un valore differente per una ridefinizione dell’umano.

YAG/Garage – Pescara

Stills of Peace for Young
Daniele Di Girolamo, McManu Espinosa, Martina Marini Misterioso, Lalula Vivenzi

A cura di Cecilia Buccioni, Giovanna Dello Iacono e Maria Letizia Paiato

L’ecosistema globale sta avanzando velocemente, e giorno dopo giorno sembra sempre più vicino ad una tensione politica e sociale di matrice individualista, che soffoca il singolo e la minoranza. Un contrasto forte e definito, in cui l’uomo nega la natura libera e l’importanza delle diversità, sovvertendo un equilibrio primordiale, e innescando profondi mutamenti. I quattro artisti attraverso la loro indagine creano un discorso multiforme sulla contemporaneità, su come essa sta cambiando e ci sta cambiando: quali sono i valori e le risorse necessarie alla vita? Come possiamo salvaguardare la pluralità in cui ci troviamo per il futuro verso cui stiamo andando? La riflessione parte da queste domande, stimolando la percezione sensibile con materiali e linguaggi differenti, che analizzano tutte le sfumature del concetto di Global Future. L’introspezione e il rifugio nei riferimenti stabili, che assumono forme sempre nuove; il bisogno di conoscere se stessi, per esorcizzare la paura del domani; l’attivismo contro l’incertezza, per cercare di cambiare la deriva consumista ed esclusiva; la ricerca di un contatto con la natura, per riconnettersi a essa e comprendere l’interazione imprescindibile fra le persone e la complessità di ciò che le circonda, protagonista e testimone delle trasformazioni ambientali e sociali condivise.

CINE COLOMBIA:

Cortile di Palazzo Acquaviva – Atri

Cine Colombia

A cura di P. Federico Ibargüen Ruiz
Sei appuntamenti con il cinema colombiano in lingua originale con sottotitoli in italiano, in collaborazione con l’Ambasciata di Colombia in Italia.
7, 14, 28 luglio / 4, 25 agosto / 1 settembre 2025 – ore 21.00

Lunedì 7 luglio – ore 21.00

La Sixtina (2022) di Juan Camilo Fonnegra

Fiction, 9 minuti

La Sixtina è un cortometraggio animato del 2022 diretto da Juan Camilo Fonnegra. Racconta la storia di Vincho, un senzatetto e artista che trasforma i rifiuti urbani in arte, creando la sua personale “Cappella Sistina” sotto un ponte. Il film, realizzato con la tecnica dello stop motion, è stato presentato in vari festival internazionali, tra cui il Festival de Biarritz Amérique Latine e il New York International Children’s Film Festival.

Lunedì 7 luglio – ore 21.00
La Ciudad de las Fieras (2022) di Henry Rincón

Fiction, 93 minuti

Dopo la morte della madre, Tato, giovane rapper di Medellín, fugge dalla violenza urbana per rifugiarsi tra le montagne di Santa Elena, dove vive il nonno Octavio, floricoltore e custode della tradizione silletera. Nel film La Ciudad de las Fieras di Henry Rincón, due mondi si incontrano: il rap e i boleri, il cemento e i fiori, la rabbia e la memoria. Insieme, nipote e nonno trasformano la solitudine in radici e la musica in ponte tra generazioni. Un racconto vibrante di identità e riconciliazione, premiato al Miami Film Festival e celebrato in oltre 20 festival internazionali.

Lunedì 14 luglio – ore 21.00

Bajo la Sombra del Guacarí (2019) di Greg Méndez

Fiction, 15 minuti

Bajo la sombra del Guacarí è un cortometraggio di finzione diretto da Greg Méndez nel 2018, ambientato nella regione colombiana della Mojana. Attraverso i tradizionali canti di vaquería, il film esplora come la violenza venga vissuta e trasmessa mediante la tradizione orale, in un paesaggio silenzioso caratterizzato da paludi e fiumi. Presentato al Sundance Film Festival 2019, il cortometraggio offre un ritratto poetico e sonoro di una Colombia rurale sospesa tra memoria e resistenza.

Lunedì 14 luglio – ore 21.00
Cuando las Aguas se Juntan (2023) di Margarita Martínez

Documentario, 85 minuti

Come i fiumi che si uniscono nel grande Amazonas, le voci di donne sopravvissute alla guerra si intrecciano nel documentario Cuando las Aguas se Juntan di Margarita Martínez. Hanno affrontato violenza, coca e silenzio, ma insieme hanno costruito sentieri di pace. Il film, girato in Colombia e sostenuto da ONU Mujeres, è un canto di resilienza, amore e speranza. Con dolcezza radicale, queste donne riscrivono la storia, dando voce all’invisibile. Una politica nuova nasce dal loro abbraccio: umana, solidale, possibile. Un mondo dove, finalmente, anche le acque si ascoltano.

Lunedì 28 luglio – ore 21.00

Camino del Agua (2015) di Carlos Felipe Montoya

Fiction, 8 minuti

Camino del agua (2015), diretto da Carlos Felipe Montoya, è un cortometraggio colombiano che racconta la storia di Nicole, una bambina di sei anni che vive con sua madre in un remoto páramo andino. Un giorno, la madre le chiede di andare a prendere acqua da un ruscello cristallino, proibendole di bere dalla laguna misteriosa lungo il cammino. Durante il tragitto, Nicole si trova di fronte al suo riflesso nelle acque della laguna e deve prendere una decisione morale che avrà un esito inaspettato.

Lunedì 28 luglio – ore 21.00

El abrazo de la serpiente (2015) di Ciro Guerra
Drammatico/Avventura, 125 minuti

El abrazo de la serpiente (2015), diretto da Ciro Guerra, è un film colombiano ambientato nella foresta amazzonica e ispirato ai diari di viaggio di due esploratori occidentali del XX secolo. La storia segue Karamakate, uno sciamano solitario e ultimo sopravvissuto della sua tribù, che accompagna prima un etnologo tedesco malato e, decenni dopo, un botanico americano alla ricerca della sacra pianta yakruna. Attraverso due linee temporali parallele, il film esplora il rapporto tra l’uomo e la natura, la memoria culturale e le conseguenze della colonizzazione, in un viaggio allucinato tra sogno e realtà.

Lunedì 4 agosto – ore 21.00

El Tamaño de las Cosas (2019) di Carlos Felipe Montoya

Fiction, 12 minuti

El Tamaño de las Cosas (2019) è un cortometraggio colombiano diretto da Carlos Felipe Montoya, noto per il suo approccio filosofico e visivo. Con una durata di 12 minuti, il film racconta la storia di Diego, un bambino che trova una sedia nel bosco e la porta a casa, scatenando una serie di eventi misteriosi che cambieranno la sua vita e quella del padre. Il film è stato premiato con il Premio Speciale della Giuria nella sezione Generation Kplus al Festival di Berlino del 2019, riconoscendo la sua capacità di esplorare temi universali attraverso una lente unica. È stato prodotto da Mestiza Films e ha ricevuto il Premio Macondo come Miglior Cortometraggio nel 2016.

Lunedì 4 agosto – ore 21.00

La estrategia del caracol (1993) di Sergio Cabrera

Commedia/Allegorico, 110 minuti

La strategia della lumaca (1993), diretto da Sergio Cabrera, è una commedia allegorica ambientata nella Bogotá degli anni ’70. Il film racconta la storia di un gruppo di inquilini di una vecchia casa nel centro della capitale colombiana che, minacciati di sfratto da parte di un ricco proprietario, escogitano un piano ingegnoso per difendere la propria dignità e il diritto alla casa. Il film è stato presentato al Festival del Cinema di Venezia nel 1993 e ha ricevuto una nomination come miglior film straniero in lingua spagnola ai Premi Goya del 1995.

Lunedì 25 agosto – ore 21.00

Arena (2022) di Rossana Montoya

Fiction, 13,30 minuti

Arena (2022), diretto da Rossana Montoya, è un cortometraggio che esplora il lutto attraverso gli occhi di una bambina di 7 anni, Ilana, che intraprende un viaggio con sua sorella per disperdere le ceneri del padre. Il film, con una narrazione delicata e potente, ha partecipato a numerosi festival internazionali, tra cui BOGOSHORTS e Cinema Jove. La regia di Montoya segna il suo debutto nel mondo del cortometraggio.

Lunedì 25 agosto – ore 21.00

Alis (2022) di Clare Weiskopf e Nicolas van Hemelryck
Documentario, 84 minuti

Alis (2022), diretto da Clare Weiskopf e Nicolas van Hemelryck, è un documentario colombiano che esplora le vite di dieci adolescenti ospiti di un centro di accoglienza a Bogotá. Le ragazze sono invitate a immaginare una compagna di classe fittizia, Alis, attraverso la quale riflettono sulle proprie esperienze di vita, tra traumi e speranze. Il film si distingue per la sua narrazione intima e sensibile, offrendo uno sguardo profondo sulla resilienza e l’empowerment femminile. Premiato con l’Orso di Cristallo nella sezione Generation 14plus e il Teddy Award al Festival di Berlino, Alis ha ricevuto riconoscimenti anche in Italia, tra cui una menzione speciale al Sguardi Altrove Film Festival.

Lunedì 1 settembre – ore 21.00

Menguante (2019) di Carlos Felipe Montoya

Fiction, 12 minuti

Menguante (2017), diretto da Carlos Montoya, è un cortometraggio che racconta la storia di una giovane donna, Negra, che torna nella sua casa di fronte al mare con una notizia che cambierà la sua vita. Con una narrazione intensa, esplora temi di famiglia e cambiamento. Il film ha vinto premi e partecipato a numerosi festival, tra cui il FICCI e BOGOSHORTS.

Lunedì 1 settembre – ore 21.00
Una Madre (2022) di Diógenes Cuevas

Fiction, 83 minuti

Una madre, opera prima del regista colombiano Diógenes Cuevas, è un intenso road movie che esplora i legami familiari e la salute mentale. Dopo la morte del padre, Alejandro decide di liberare sua madre, internata in un manicomio rurale, credendo che sia stata rinchiusa ingiustamente. Insieme intraprendono un viaggio attraverso le impervie montagne di Antioquia, affrontando sfide emotive e fisiche. Il film è stato selezionato in festival internazionali come il Miami International Film Festival e il Festival Internacional de Cine de Cartagena de Indias nel 2020 .

STILLS STORY:

Cortile di Palazzo Acquaviva – Atri

Stills Story

A cura di Giuliana De Petris
Voci Vive – Letteratura come dialogo e incontri tra culture
7 luglio ore 18 / 17 luglio, 28 agosto, 4 settembre 2025 ore 21

Lunedì 7 luglio – ore 18

In Colombia con Gabriel Garcia Marquez. Senza forza di gravità – Alberto Bile Spadaccini

Presentazione del libro e incontro con l’autore

Paradiso terrestre e terra martoriata, luogo di magia e di guerra, di spiriti e di generali, la  Colombia di Gabriel García Márquez è segnata da cammini di stupore che uniscono Bogotá e Napoli, Cartagena e Mosca, Barranquilla e la Luna. La Colombia è guerra civile, miseria, repressione, lotta; è anche il tempo sospeso di Macondo, paese immaginario, forse, ma non immune dal disordine del mondo. Un giornalista di formazione, ancorato alla realtà e al tempo stesso prodigioso e ribelle, immerso in un mondo di tradizione e di magia. Alberto Bile Spadaccini segue Gabo nei suoi luoghi, e ci porta in viaggio tra reportage chimerici e crude finzioni, planando sui tetti di città furibonde abitate da bambine libere e patriarchi prigionieri, delinquenti felici e puttane tristi.

Lunedì 7 luglio – ore 18

Gli azzardi del corpo di Maria Ospina Pizano

Ogni corpo è un racconto e nelle storie di María Ospina Pizano sono i corpi a narrare ciò che accade alle protagoniste. Una ex guerrigliera impegnata a ricostruire la sua vita in città, le signorine del collegio, l’anziana Mirla la sua estetista. È nei corpi di queste donne, e nelle relazioni che intrecciano tra loro, che hanno luogo la lotta, il cambiamento, la faticosa conquista di uno spazio, il forte desiderio di una comunità. Sullo sfondo di una Bogotá caotica e attraversata da forti diseguaglianze sociali, la scrittrice colombiana – tradotta per la prima volta in Italia – sceglie nell’universo delle relazioni femminili quelle più asimmetriche e inusuali. Una geografia degli affetti dove la cura si alterna all’ossessione, in cui il corpo femminile rivendica nuove forme per essere raccontato.

Giovedì 17 luglio – ore 21:00

Donne della nebbia di Laura Acero

Nel paesaggio maestoso del páramo più grande del mondo, quello colombiano di Sumapaz, una volta alla settimana un gruppo di contadine accoglie l’insegnante che arriva da Bogotá per tenere un laboratorio di scrittura. La prof lascia in città il suo bambino di pochi mesi con il marito e si immerge in quel paesaggio duro, carico di emozioni e di incertezze, e nelle storie di chi lo abita. Storie di figli sacrificati a una lunga guerra civile, di una quotidianità durissima, di credenze antiche e radicate. A mano a mano emerge tutto il dolore, le violenze, il sangue versato, ma anche la bellezza di un territorio sacro, che è stato rifugio e salvezza per tante colombiane e tanti colombiani. E lo sarà anche per la protagonista, quella prof di cui mai conosceremo il nome.

Giovedì 28 agosto – ore 21:00

Guayabas. Voci femminili della Colombia a cura di Valentina Grieco e Rosa Schioppa

La guayaba, frutto di genere femminile, è il più ricco, nutriente e profumato del pianeta, rappresentativo degli oltre quattrocento frutti censiti in Colombia. A queste proprietà si rifanno i sedici racconti di Guayabas, scritti da sedici scrittrici colombiane e tradotti da sedici traduttrici. Cornice di storie sulla ricerca di sé, sulla maternità, sulla sessualità, tra il realismo e il paradossale, sono le periferie di grandi e convulse aree urbane come i piccoli villaggi rurali in cui il tempo sembra aver perso importanza. Giovani o anziane, povere o borghesi, le protagoniste di Guayabas guardano la realtà con ironia, disincanto, leggerezza e malinconia; le loro voci esprimono tutta la vitalità della letteratura colombiana contemporanea.

Giovedì 4 settembre – ore 21:00

L’assedio animale di Vanessa Londoño

In un paese immaginario dove l’orrore e la violenza imprimono i castighi più brutali, una pioggia incessante risveglia i ricordi degli abitanti, a cui è stato strappato qualcosa: la famiglia, una parte del corpo o la terra. Il loro corpo sperimenta dolore e desiderio, sentono ancora nella carne la memoria degli arti fantasma, provano a ricordare le proprie storie, la violenza subita, mentre cercano altri modi di comunicare, amare e vivere, in un territorio mutilato come loro. Lo stesso diluvio rischia però di lavare via ogni cosa, provocando una perdita di memoria e modificando la geografia dei corpi e delle persone. La prosa pulita e disciplinata di Vanessa Londoño fa da contraltare agli orrori che descrive: un linguaggio lirico capace di raccontare in modo viscerale la violenza, offrendo una visione critica e complessa del suo continente.

Stills of Peace and Everyday Life
Una ricerca del senso del contemporaneo

Stills of Peace and Everyday Life è un progetto promosso dalla Fondazione Aria, fondato su una ipotesi sperimentale: realizzare “eventi” d’arte e cultura attraverso l’incontro, la comunicazione e la conoscenza di differenti tradizioni culturali nel Mondo. Tali eventi intendono iniziare a costruire una rete globale di connessioni e collaborazioni che attraverso la produzione di ulteriori eventi, porti ad una conoscenza e ad un rispetto delle Culture stesse, valorizzandone reciprocamente la Bellezza e la profondità.  Sociologia, Arte Contemporanea, Economia Sostenibile, Didattica sono le discipline che concorrono al dialogo e alla comprensione profonda dei comuni valori umanistici ed esistenziali che sono alla base di ciascuna specifica Cultura.

Nel corso delle undici edizioni di Stills of Peace, abbiamo avuto l’onore di ricevere il patrocinio di prestigiose istituzioni nazionali e internazionali, che hanno riconosciuto il valore culturale e il messaggio di dialogo interculturale della rassegna.

A livello internazionale, il festival ha ottenuto il sostegno di numerose ambasciate, tra cui quelle di Pakistan, Francia, Marocco, Repubblica di Corea, Armenia e Messico in Italia, oltre alle Ambasciate d’Italia nei rispettivi Paesi, come Islamabad, Seul, Armenia e Messico. Significativo è stato anche il supporto di importanti istituzioni culturali, quali l’Istituto Culturale Francese in Italia, l’Istituto Giapponese di Cultura e l’Istituto Culturale Coreano. L’attenzione diplomatica nei confronti della rassegna è stata testimoniata anche dalla visita ufficiale delle Ambasciatrici di Pakistan e Armenia. Inoltre, Stills of Peace ha ricevuto il patrocinio di Ministeri stranieri, come il Ministero della Cultura e il Ministero degli Esteri del Messico, nonché il Ministero della Cultura della Spagna.

Sul territorio italiano, il festival ha ottenuto il riconoscimento di istituzioni di primaria importanza, tra cui il Ministero della Cultura (MiC) e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Hanno concesso il loro patrocinio anche la Federazione Italiana delle Associazioni e Club per l’UNESCO e l’UNICEF, a conferma della valenza educativa e culturale del progetto. Tra gli enti culturali nazionali e internazionali con sede in Italia, spiccano l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Acción Cultural Española, l’Instituto Cervantes di Roma, la Società Dante Alighieri e il CEPELL (Centro per il Libro e la Lettura). Di grande rilievo è stato anche il sostegno del Centro Studi e Documentazione della Comunità Armena, della Comunità Armena di Roma, dell’Associazione Italiarmenia e della Asociación Fronteras.

Il riconoscimento dell’alto valore artistico e intellettuale di Stills of Peace è stato confermato anche dal patrocinio di numerose istituzioni accademiche, sia italiane che internazionali. Tra queste, l’Universidad Autónoma Metropolitana de México e la Real Academia de España en Roma hanno dato il loro supporto, insieme a prestigiose università italiane, come l’Università degli Studi di Firenze, l’Università degli Studi di Macerata e l’Università degli Studi dell’Aquila. Hanno inoltre concesso il patrocinio l’Istituto Confucio dell’Università di Macerata, l’ABAQ – Accademia di Belle Arti dell’Aquila, l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara (UniCH) e l’Università degli Studi di Teramo (UniTE).

Infine, a livello regionale e locale, il festival ha ricevuto il sostegno della Regione Abruzzo e del Consiglio Regionale Abruzzo, oltre a quello di numerosi comuni, tra cui Atri, Pescara, Chieti, Vasto e Orsogna. Anche il Consolato Onorario di Spagna a L’Aquila e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo hanno riconosciuto e sostenuto il valore della rassegna, insieme all’Associazione Giappone in Abruzzo.

A cura di:

                 

Con l’Alto Patrocinio della Regione Abruzzo e con il Patrocinio di:

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