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STILLS OF PEACE

AND EVERYDAY LIFE  Ed.VI

Italia e Iran:
una ricerca del senso del contemporaneo

6 lugLIO – 1 settembre, 2019 / ATRI

       

Stills of Peace and Everyday Life – Edizione VI

Nella sesta edizione, dopo i confronti con Pakistan, Spagna, Francia, Cina e Marocco, l’Italia incontra l’Iran, paese ponte e crocevia tra Oriente e Occidente, al centro di dibattiti e tensioni, che viene scoperto come ricco di poesia, energia, e voglia di esprimere e far conoscere la propria identità.

Stills è un progetto che la Fondazione Aria ha fatto crescere e maturare nel tempo, al punto che appare oggi in qualche modo diverso dalla sua prima edizione. Ha capito e specificato meglio i suoi obiettivi e le sue funzioni, aprendo la sua offerta culturale ad altre espressioni artistiche, e coinvolgendo altre città oltre ad Atri. Quest’anno Stills propone una iniziativa specifica nel Castello di Roccascalegna, che ospiterà incontri, conferenze e mostre. 

L’esperienza che si propone è a tutto campo, in un equilibrio di spettacolo e di cultura, attraverso le ricerche e i confronti dell’arte contemporanea, in un format culturale fondato sul dialogo, e che cerca di migliorarsi ad ogni nuova possibilità di aprire relazioni e pensieri.

MOSTRE:

Scuderie di Palazzo Acquaviva – Atri

Transfiguration Mode – Navid Azimi Sajadi ed Enrico Tealdi

A cura di Antonio Zimarino e Mariano Cipollini

Nella mostra si incontrano e si incrociano i sogni, le trasformazioni, le visioni intime e la memoria di due artisti tra i più significativi e interessanti della nuova arte italiana ed internazionale. Due mondi e due culture alla ricerca di poesia e di senso, la trasfigurazione di due immaginari in cui leggere il rapporto dei due artisti con la vita e l’esistenza. Attraverso le tensioni e i simboli proposti possiamo entrare nel loro sistema e provare a capire meglio anche noi stessi.
Sono le differenze di storie, forme e modalità espressive a suggerire le specificità e le identità: un confronto poetico e illuminante per farci comprendere la profonda umanità che unisce oltre la differenza.

Scuderie di Palazzo Acquaviva – Atri

Are You Protected? – Samin Kamal Beik, Mona Mohagheghi e Zoya Shokoohi 

A cura di Eva Comuzzi

Il titolo di questa mostra nasce da uno stato di evidente abbandono nel quale versano il nostro Paese e l’intero pianeta, e dall’interesse verso l’ossessione e la paura per la nostra incolumità. Due sentimenti che emergono sempre più, soprattutto nei luoghi dove vi è più benessere, e che vanno ad innalzare le nostre barriere protettive, corazzandoci e rendendoci impenetrabili anche alle emozioni. Ad affrontare questa tematica, attraverso media differenti, sono state scelte tre artiste iraniane nate all’inizio e alla fine degli anni Ottanta: Samin Kamal Beik, Mona Mohagheghi e Zoya Shokoohi.

Museo Archeologico – Atri

Iran – Mauro Vitale

A cura di Maryam Mavaddat

La mostra Iran è l’impronta sensibile e diretta di un viaggio in un paese ricco di storia e di bellezza, dove l’umanità conserva negli occhi una luce arcaica e autentica. Attraverso le fotografie di Mauro Vitale si possono notare le diversità tra le zone del nord ovest e del sud, per avere un’immagine del paese più articolata. Allo stesso tempo vuole mettere in evidenza il fascino indotto dallo stile di vita di queste popolazioni, cercando di favorire l’abbattimento dei pregiudizi. Nelle immagini i volti e i luoghi diventano specchi di un vissuto, in cui ogni uomo può riconoscersi e ritrovarsi, e lo sguardo dell’autore ci predispone alla comprensione e alla meraviglia.

Castello di Roccascalegna – Roccascalegna (CH)

Countries, Landscapes & Wool – Lucilla Candeloro e Jenny Charlotta Wood

A cura di Klas Barthelsson e Antonio Zimarino

L’Abruzzo si è distinto nella produzione della lana per molti secoli, specie tra il XIV e XIX; lo stesso si può dire dell’Iran, ma anche della Scozia nel Regno Unito. Countries, Landscapes & Wool propone un momento di riflessione sull’arte e la cultura di questi Paesi rispetto alla produzione e lavorazione della lana, ma anche delle lavorazioni storiche per i tessuti tradizionali: tappeti persiani, stoffe scozzesi e coperte abruzzesi (le tarantole). Lo sguardo delle due artiste, Lucilla Candeloro e Jenny Charlotta Wood, si concentra su paesaggi che un tempo furono modellati dalla costante attività agricola e pastorale, che ha impresso una forte identità nelle popolazioni.

Cortile di Palazzo Acquaviva – Atri

Progetto Stills of Peace for Young – Un nuovo giorno

A cura di Dino Viani

Il cinema come terapia di gruppo per favorire le relazioni interpersonali tra gli adolescenti. Gli studenti e i giovani di oggi fanno fatica a interagire e a comunicare, e spesso giungono alla fine del percorso scolastico senza aver imparato a conoscersi. Il mezzo cinematografico può fornire loro la possibilità di guardarsi, esprimere quel sé apparentemente sopito che non aspettava altro di essere stimolato, provocato, mettendo in scena se stessi: paure, aspettative, sogni. Un nuovo giorno non è solo il titolo del progetto, ma anche l’auspicio di vivere la vita e le relazioni umane con meno timori e senza pregiudizi.

CINEMA:

Cortile di Palazzo Acquaviva – Atri

Cine Iran – rassegna di cinema IRANIANO

Proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano
A cura di Pino Bruni

DOV’È LA CASA DEL MIO AMICO? (1987) di Abbas Kiarostami
Il film narra il tentativo di restituzione di un quaderno da parte di uno scolaro al suo compagno di banco che per sbaglio lo ha messo nella sua cartella. Una restituzione che va fatta allo scopo di evitargli una punizione: il tentativo di rintracciare la casa dove abita il compagno, porta il bambino a peregrinare per tutto il villaggio. Una parabola simbolica sul bisogno di comunicazione e di rapporto con il prossimo, sulla dignità e sul senso del dovere.

UNA ZOLLETTA DI ZUCCHERO (2011) di Reza Mirkarimi
Intessuto di colori delicati e brillanti, una zolletta di zucchero trascina lo spettatore all’interno dell’atmosfera calda e vibrante di una famiglia tradizionale, riunita in una vecchia casa per celebrare le nozze della giovane Pasandide. La timida gioia della sposa si intreccia con gli affetti e i rancori di tre generazioni e con un lutto improvviso.

IL TEMPO DEI CAVALLI UBRIACHI (2000) di Bahman Ghobadi
Fil vincitore della Camera d’Or per la migliore opera prima a Cannes. Tratto da una storia vera, il film mette in scena un’umanità in lotta per la sopravvivenza in un mondo dove i diritti civili sono inesistenti, oltretutto in seno a un paesaggio inospitale. Mescolando crudo realismo documentaristico e ricerca formale, passione e oggettività, Ghobadi comincia, già da questo film, ad usare il cinema come lotta per un avvenire migliore nonché denuncia delle problematiche condizioni di vita dell’etnia curda.

SAADAT ABAD (2012) di Maziar Miri
Storie di tradimenti e crisi matrimoniali in un quartiere della Tehran dei nuovi ricchi. Per alleggerire i problemi che ha con il marito Mohsen, Yassi gli organizza una festa di compleanno a sorpresa con gli amici di sempre. La serata sarà però ben diversa da quella immaginata e lascerà emergere la desolante ipocrisia che l’ansia di successo e la voglia di soldi facili insinuatesi nel cuore di molti.

FACING MIRRORS (2012) di Negar Azarbayjani
Acclamata opera prima di Negar Azarbayjani, facing mirrors racconta dell’amicizia di due donne agli antipodi attraverso un viaggio in taxi: Rana, una giovane madre costretta dal bisogno a guidare il taxi del marito in carcere, e Adineh, transessuale in fuga dalla sua ricca famiglia e da un matrimonio di convenienza imposto per nascondere lo scandalo della sua esistenza. Due mondi che si scontrano e che poi si sostengono reciprocamente, sfidando il perbenismo e i pregiudizi. Il film ha vinto il premio del pubblico del festival Middle East Now di Firenze.

UNA SEPARAZIONE (2011) di Asghar Farhadi
Premio Oscar nel 2012 quale miglior film straniero e vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino. Una riflessione sulla relatività della verità e sulla difficoltà dei rapporti di coppia di un paese severo come quello iraniano, un film che si giova di una sceneggiatura inossidabile: la ricerca della verità a molte facce e dalle varie versioni ha un che di pirandelliano, e segue anche l’esempio di RASHOMON di Kurosawa, ma la sagacia narrativa del film è perfettamente autonoma e calata nel Paese con grande lucidità, in quanto racconta a dovere il peso della religione e della enorme differenza tra i sessi nell’Iran ancora oggi. 

Tutte le Edizioni:

Stills of Peace
Edizione VIII
Italia e Corea del Sud

Stills of Peace
Edizione VII
Italia e Giappone

Stills of Peace
Edizione VI
Italia e Iran

Stills of Peace
Edizione V
Italia e Marocco

Stills of Peace
Edizione IV
Italia e Cina

Stills of Peace
Edizione III
Italia e Francia

Stills of Peace
Edizione II
Italia e Spagna

Stills of Peace
Edizione I
Italia e Pakistan