A cura di Takizawa Kyoji – The Japan Foundation

18 luglio – 6 settembre 2020

Museo Archeologico – Atri (TE)

Orari: tutti i giorni 10.00 – 12.00 / 16.30 – 19.30 / 21.00 – 23.00

Chiuso lunedì mattina

 

Prima di trattare delle stampe giapponesi posteriori al 1945, vorremmo fare un accenno a quelle moderne del periodo precedente. Nel 1868 il Giappone, in seguito all’instaurazione del governo Meiji, intraprese la strada di uno stato nazionale moderno e, non erano ancora passati quarant’anni da allora, che già i giovani pittori di stile occidentale, che erano stati influenzati dai contenuti e dalle forme espressive dell’arte occidentale, iniziarono la ricerca di una nuova espressività nelle stampe. Raccogliendo non solo le proprie stampe, ma anche quelle dei compagni, si interessarono di curarne la pubblicazione e di dare vita ad un gruppo artistico. Così si aprì la stagione della stampa giapponese moderna. Costoro in particolare criticavano quelle copie che uscivano sul mercato utilizzando una composizione di stampe originali. Essi si impegnarono perché divenissero popolari stampe di grande creatività per ciò che riguardava il disegno, l’incisione e la stampa. Spiegarono che la peculiarità delle stampe non è inferiore come mezzo espressivo alla pittura, dando così dignità ed autonomia a questa particolare forma d’arte. A partire dalla prima metà del 20Q secolo fino all’inizio della seconda guerra mondiale queste stampe moderne vennero considerate come sósaku hanga (stampe creative). La maggior parte erano xilografie. Naturalmente ciò non significa che prima della guerra non ci fossero autori che avessero utilizzato la litografia o l’incisione su rame, ma questi rappresentavano solo una minima parte degli artisti. Storicamente, le stampe giapponesi appartenenti

A Yukiyo-ey avevano l’aria di essere state prodotte comunemente come xilografie, perciò l’ambiente artistico aveva già acquisito le conoscenze tecniche necessarie e gli artisti interessati alla stampa si trovarono a scegliere con naturalezza a favore dell’incisione su legno. Inoltre gran parte delle stampe creative erano eseguite da artisti specializzati solo in questo campo. Fondamentalmente ciò dipende dalla tendenza degli artisti ad eseguire personalmente il disegno, l’incisione e la stampa, ma d’altro canto la causa fu anche il ritardo nello sviluppo della bottega d’arte di stile occidentale e nella scarsa esperienza sia dei disegnatori che degli incisori. Ovviamente tutto ciò si riflette anche nel fatto che la maggior parte delle stampe fossero xilografie. In realtà nel Giappone moderno queste stampe creative vennero considerate come una forma d’arte minore e vennero complessivamente trascurate. Al contrario per gli specialisti le stampe continuavano a suscitare l’interesse nel mondo dell’arte, alzavano il livello qualitativo dell’arte giapponese e senza dubbio davano un grande contributo al perfezionamento dello stile. Nella storia delle stampe giapponesi questi autori hanno tracciato il periodo successivo a quello dell’ ukiyo-e.

Anche dopo la guerra è continuata la tendenza a considerare le stampe come una forma d’arte minore. Ma parallelamente alla riorganizzazione del sistema politico ed economico giapponese, all’interno dell’ambiente artistico che si uniformava alla modernizzazione del paese, anche le stampe subivano una veloce trasformazione ed in generale ci si rese conto della loro qualità artistica. La prima evidenza di questa crescita furono i premi vinti alle mostre internazionali. Negli anni ’50 l’arte contemporanea giapponese cominciò ad essere presentata alle esposizioni internazionali che si tenevano all’estero, e le stampe, distaccatesi dalla pittura e dalla scultura, raccolsero numerosi riconoscimenti. Nel 1951, alla Biennale di San Paolo, Komai Tetsurò e Saitó Kiyoshi per la prima volta vinsero dei premi; nel 1955 ancora a San Paolo fu la volta di Munakata Shikò. L’anno successivo alla Biennale di Venezia, lo stesso Munakata vinse il Gran Premio Internazionale, nel 1957 a San Paolo toccò ad Hamaguchi Yòzò vincere il primo premio nella sezione stampe artistiche. Sul palcoscenico internazionale, le stampe, ancor più della pittura e della scultura, apparvero come una espressione artistica caratteristica del Giappone e ciò divenne chiaro attraverso i risultati. Queste opere premiate mostrarono agli artisti la linea da seguire per i lavori seguenti. In particolare le acquaforti di Komai Tetsurò, Hamaguchi Yòzò, Hamada Chimei, Hasegawa Kiyoshi, rappresentarono un passo in avanti rispetto alle prime opere, sia per il contenuto che per la forma; inoltre questi artisti nonostante appartenessero al movimento dell’immediato dopoguerra, con il loro lavoro segnarono un punto di riferimento anche per le generazioni che li seguirono. A partire dagli anni ’50 cambia l’importanza relativa data, nel disegno, dal generale al particolare: il punto d’osservazione dell’immagine non sarà più considerato all’esterno della cornice ma tenderà a spostarsi all’interno di essa. Anche per questa ragione gli anni ’50 rappresentarono un importante punto di svolta. Si allargò inoltre l’orizzonte di questa tecnica espressiva visto che crebbe il numero degli artisti interessati alle incisioni su rame e alle litografie, i quali entrarono sulla scena artistica attraverso ripetuti tentativi.

Negli anni ’60 si verificò una diversificazione di stili. Crebbe il numero degli autori e parallelamente l’interesse verso diverse tecniche, così che vennero sperimentate in maniera originale nuove forme espressive.

Essendo la stampa artistica una forma espressiva che sostanzialmente usa una matrice, si basa in gran parte sulle tecniche di incisione e di stampa. Quindi è del tutto naturale che la grande diversificazione avvenuta nelle tecniche di preparazione della matrice, abbia dato vita a una varietà di stili. Una delle caratteristiche di questo periodo, oltre al fatto che molti giovani si interessarono alle stampe, fu che le nuove generazioni di artisti di stampe, che per la prima volta rivolgevano lo sguardo all’arte moderna, desideravano imprimere una loro traccia caratteristica. Kanò Mitsuo, Ei Kyu, Ai Ó, Ikeda Ryòji ed altri, appartengono tutti a questo periodo. Fu allora che gli artisti, consci delle proprie potenzialità espressive, intervennero nel mondo dell’arte moderna. Durante la seconda metà degli anni ’60, le stampe ebbero una svolta decisiva. In questo periodo i grandi progressi registrati nelle tecniche di incisione e di stampa esercitarono una grande influenza sulle stampe stesse. In particolare crebbe il numero delle opere che, grazie alla diffusione della serigrafia, trasponevano sulle stampe immagini fotografiche. La popolarità raggiunta dalla rappresentazione di immagini è dovuta anche ad altri fattori. Il fenomeno della pop-art che aveva sconvolto Inghilterra ed America, approdò anche in Giappone. Proprio’ allora il Giappone, come l’America, stava attraversando il periodo dello sviluppo della produzione di massa, della società dei consumi e dei mass-media. Perciò gli artisti, sensibili a questo fenomeno, vollero esprimere l’immagine dell’epoca. Si può dire che le opere di artisti quali Noda Tetsuya e Yokoo Tadanori, siano quelle più rappresentative del periodo.

Quando negli anni 70 crebbero ulteriormente le possibilità di incisione, si ebbe una ancora maggiore diffusione della stampa. Mai come prima fu possibile sfruttare delle immagini reali e divenne possibile stampare non solo sulla carta, ma anche su tessuti e sulle superfici più diverse, per creare opere di arte istallate nello spazio. Fecero la loro comparsa delle opere che pur “usando una matrice” oltrepassavano qualunque stile precedente. Apparvero inoltre le prime opere che, seguendo il filone dell’arte concettuale, utilizzavano semplici fotocopie di caratteri e ideogrammi o la stampa offset di immagini fotografiche; il settore delle stampe divenne oggetto di discussioni. La comparsa di tali opere rappresentò quasi una “rivoluzione” del concetto stesso di stampa. Ma dato che questo genere di stampe indicò una nuova tendenza nell’arte degli anni 70, meritano comunque una menzione particolare.

Con questa mostra intendiamo presentare una panoramica delle opere apparse tra gli anni ’60 e 70. Perché queste sono le opere nate alla Biennale Internazionale di Grafica di Tokyo, organizzata tra il 1957 e il 1979. Questa Biennale fin dall’inizio fu organizzata su un livello nazionale e si arricchì sia per dimensioni sia come organizzazione, arrivando ad invitare numerosi esperti e commissari esteri. Inoltre, pur essendo una Biennale di stampe, ci furono tendenze che cercavano di incoraggiare l’arte moderna in senso lato, e pertanto nel mondo dell’arte giapponese questa Biennale non fu mai considerata come una semplice mostra di stampe. Dire pertanto che la storia delle stampe negli anni ’60 e 70 è passata attraverso questa Biennale non è un’esagerazione anche se, allo stesso tempo, molte delle opere potrebbero far parte della storia dell’arte contemporanea. Terminata la Biennale Internazionale, negli anni ’80 non ci sono state mostre degne di una qualche menzione. Esagerando potremmo dire che le stampe giapponesi, che sono venute mostrando l’espressione nella quale la metodologia progredisce all’interno dei limiti che esistono tra le stampe e l’evoluzione tecnologica, a causa dei movimenti degli anni 70 hanno dato l’impressione di aver perso la propria direzione. Ma verso la fine degli anni ’80 hanno ripreso la propria direzione dirigendosi verso l’orizzonte della pittura. Questo si esprime chiaramente nella spazialità che è presente all’interno delle opere e nelle loro dimensioni sempre più estese.

Oggigiorno coloro che producono le incisioni pittoriche sono una parte dei giovani artisti, degli scultori e dei pittori che possono frequentare gli studi degli incisori dove sono stati ripristinati gli equipaggiamenti.

Fino ad adesso abbiamo tracciato in maniera approssimativa la storia delle stampe giapponesi, ma dovrebbe essere chiaro che l’evoluzione è avvenuta in un contesto differente da quello occidentale. In altre parole mentre la storia delle stampe occidentali si è svolta di pari passo a quella della pittura, quella giapponese si è evoluta in maniera completamente autonoma. La storia particolare delle incisioni, delle stampe creative e dell’ ukiyo-e si è svolta anche dopo la II Guerra mondiale. Infine, parlando di livello standard, le opere in mostra possono non essere le più rappresentative dei vari artisti, almeno dal punto di vista della storia delle stampe, ed il contenuto di questo saggio e le opere possono non essere d’accordo. Tuttavia abbiamo qui cercato di presentare le opere di molti artisti che rappresentano il Giappone e da questo punto di vista si può considerare una panoramica del Giappone del dopoguerra. Ci auguriamo di aver comunque fornito utili elementi per un migliore apprezzamento delle opere stesse.

 

Artisti della mostra: Onchi Kôshirô, Hasegawa Kiyoshi, Munakata  Khikô, Murai Masanari, Hamaguchi Yôzô, Ei Kyû, Onosato Toshinobu, Hagiwara Hideo,  Seimiya Naobumi, Hamada Chimei, Sugai Kumi, Komai Tetsurô, Izumi Shigeru, Fukui Ryônosuke, Onogi Gaku, Fukazawa Yukio, Fukita Fumiaki, Yoshida Hodaka, Kusama Yayoi, Ai Ô, Yoshihara Hideo, Shima Kuniichi, Ikeda Masuo, Kanô Mitsuo, Arakawa Shûsaku, Ozaku Seishi, Kimura Kôsuke, Matsumoto Akira, Yokoo Tadanori, Lee Û Fan, Nakabayashi Tadayoshi, Kurosaki Akira, Funasaka Yoshisuke, Kiyotsuka Noriko, Noda Tetsuya, Yanagisawa Noriko, Isomi Teruo, Ida Shôichi, Morioka Kansuke, Hiwasaki Tadao, Morino Mayumi, Hara Takeshi, Kobayashi Keisei, Ikeda Ryôji, Kawachi Seikô, Karasawa Hitoshi, Tatsuno Toeko, Yamamoto Yôko, Yamaguchi Keisuke

Kusama Yayoi - Stampe Giapponesi Contemporanee

Kusama Yayoi