A cura di Mariano Cipollini

18 luglio – 6 settembre 2020

Palazzo Cardinal Cicada – Atri (TE)

Orari: tutti i giorni 10.00 – 12.00 / 16.30 – 19.30 / 21.00 – 23.00

Chiuso lunedì mattina

 

Kensho è una Mostra che si prefigge di risalire un percorso di conoscenza, estetico ed esistenziale, momenti di vita diventati frammenti iconici grazie al linguaggio della Fotografia. Un modo per ritrovare il tempo e le forme che hanno strutturato la ‘memoria sensibile’ dell’autore nell’Opera. La Fotografia è linguaggio artistico e in quanto tale si ipostatizza nell’Opera (l’oggetto fotografico), come qualsiasi altra tecnica d’arte. La pratica dello sguardo, il suo affinamento, dona corrispondenze misteriose, momenti di identificazione con l’oggetto, permette di accedere a stati di coscienza e conoscenza molto profondi, di porsi davanti alle cose con semplicità, spogliati di ogni pregiudizio culturale, pronti a vedere, a capire. Un lavoro che comincia guardando attraverso l’obiettivo di una reflex verso la metà degli anni Settanta, in cui l’autore arriva a codificare un proprio linguaggio tra ottica e chimica fotografica, affascinato dalla meravigliosa possibilità di ‘focheggiare’, di mettere a fuoco l’oggetto, di farlo sorgere dall’indistinto della luce, dalla sua materia informe, metafora visiva del processo intuitivo della conoscenza. Il ‘vedere’ come confronto tra realtà e memoria, la percezione del tempo, la peculiarità dello spazio, la forma come presenza, sono i temi che caratterizzeranno la ricerca espressiva di Paolo Dell’Elce. Attraverso una scelta di quarantacinque stampe originali ai sali d’argento si vuole ripercorrere le fasi salienti di questi anni di lavoro. Cercando di mettere in evidenza la percezione del paesaggio come luogo dello spirito e della mente, ma anche la forza primigenia della Natura e della Bellezza come identità di un guardare umano, razionalizzante, ma misterioso, ineffabile, che può essere compreso senza essere spiegato.

Paolo Dell’Elce

Fotografo, teorico e docente dei linguaggi visivi, dal 1977 opera in ambito professionale ed artistico. Ha pubblicato libri e apportato contributi teorici all’Estetica della Fotografia.

Sue opere sono state acquistate da collezionisti e galleristi internazionali e conservate presso musei e biblioteche pubbliche tra cui la Biblioteque Nationale de France, Cabinet des Estampes (“Selve” 28 stampe scelte da Jean-Claude Lemagny), il Museo Ken Damy di Fotografia Contemporanea di Brescia, l’Accademia Carrara di Bergamo (Donazione Lanfranco Colombo), il National Center of Photography of Russian Federation. Dal 1997 al 2007 è stato direttore artistico del Museo Abruzzese della Fotografia “Giuseppe Moder” di Città San’Angelo (PE).

Ha collaborato come docente di linguaggio ed estetica della Fotografia con il National Center of Photography of Russian Federation – Rosphoto, San Pietroburgo.