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Matteo Basilè - Starting from ThisHumanity

a cura di Antonio Zimarino

16 Luglio – 3 Settembre 2017
Scuderie di Palazzo Acquaviva, Atri
Orari: tutti i giorni 10.00 – 12.30, 17:00 – 19.30, 21.00 – 23:00

Stills of Peace and Everyday Life offrirà anche quest’anno la possibilità di confrontarsi sul senso del contemporaneo. A rappresentare l’Italia è stato invitato Matteo Basilé (1974) artista che vive e lavora a Roma, che ha iniziato la sua carriera a metà degli anni ’90 ed è tra i primi artisti in Europa a fondere arte e tecnologia. Basilè appartiene ad una storica “famiglia” dell’arte italiana, quella dei Cascella, che ha dato alla nostra cultura importanti e originali personalità artistiche, da Basilio Cascella (1860-1950) artista illustratore, imprenditore, editore, ad Andrea Cascella (1919-1990) e Pietro Cascella (1921-2008), nipoti di Basilio e straordinari scultori italiani attivi nel secondo dopoguerra. Matteo Basilè (quest’ultimo è uno pseudonimo ispirato al bisnonno) è figlio di Tommaso Cascella Jr, primogenito di Pietro, anch’egli notevolissimo pittore e artista tuttora attivo.

Matteo Basilé utilizza principalmente la fotografia e l’elaborazione dell’immagine attraverso la tecnologia informatica. Gli strumenti tecnologici gli consentono di realizzare composizioni complesse, organizzate secondo veri e propri “cicli” di indagine su particolari temi o soggetti. La fotografia di studio e le tecnologie diventano veri e propri strumenti del “comporre” e del “dipingere” e dei mezzi per indagare di volta in volta, particolari tematiche che hanno spesso forti implicazioni esistenziali, sociali e relazionali. I “temi” costituiscono veri e propri “capitoli” di un libro di ricerca inconcludibile che diventa, in buona sostanza, il resoconto della sua costante ricerca e riflessione su nodi sensibili e a volte drammatici dell’esistenza umana.

I lavori che presenteremo in mostra appartengono ad uno di questi “capitoli” di ricerca iniziato dall’artista tra il 2010 e il 2011 e di volta in volta ripreso, e ha come titolo “Starting from ThisHumanity”.
Si tratta di una serie di fotografie di grande formato che ritraggono personaggi di diverse culture e nazionalità, accomunati da una condizione di evidente lacerazione o sofferenza, di tipo interiore o esteriore.

Non è una ricerca “documentaria” ma piuttosto, una meditazione e uno scavo psicologico dentro e pieghe dell’animo umano; sono ritratti “archetipi”, trattati con una luce attentamente costruita, di tipo, si potrebbe dire, “caravaggesco” che evidenzia volti, gesti, abiti e particolari, trasformando ogni ritratto in una ipotetica “narrazione” delle cause, delle origini e delle implicazioni della sofferenza che porta con sé. Non sono atti di denuncia specifici, ma sguardi profondi e interiorizzati sulla comune condizione umana, un modo di mettersi di fronte a qualsiasi forma di sofferenza, per comprendere tanto la nostra interiorità che quella dei nostri simili.

Biografia

Matteo Basilé (1974) vive e lavora a Roma. Inizia la sua carriera a metà degli anni ’90 ed è tra i primi artisti in Europa a fondere arte e tecnologia. Basilé possiede la straordinaria capacità di conciliare idee opposte come il bello e il grottesco, reale e surreale, naturale e artificiale. Esplorando le nature dell’essere umano, l’artista sviluppa il suo racconto dividendo il suo lavoro in capitoli: The Saints are Coming (2007), Thisoriented (2009), Thishumanity (2010), Landing (2012), UNSEEN (2014), PIETRA SANTA (2016): una serie di passaggi indipendenti in cui l’artista negozia la sua percezione dell’esistenza. La ricerca di Basilé è un’interfaccia tra Oriente e Occidente, una dialettica interposta che opera come una collisione situata tra tradizione e modernità, tra sacro e profano.
Il Glossario di Basilé si basa non solo sui segni e valori senza tempo e multiculturali, ma comprende visivamente un linguaggio totalitario in cui il sogno non è più il soggetto della foto, ma incarna una narrazione del tutto riconoscibile, senza limiti. I suoi (anti eroi) ritratti minuziosi ci rimandano alla storia classica, ma contemporaneamente trasmettono lo spirito del nostro tempo. Formalmente, Basilé cancella l’antagonismo tra l’immaginario e il reale, innescando un complesso sistema di porte scorrevoli emozionali. Al contrario di “The Sleep of Reason Produces Monsters” di Goya, qui sogno e ragione convergono in un’epifania, dove l’unico e il molteplice sono componenti binomio alla comunione del sensoriale e razionale – la poetica di Matteo Basilé è un universo iconografico, è il frutto della combinazione tra manierismo tecnologico e surrealismo pittorico. I viaggi onirici dell’artista alla fine ci guidano verso diversi piani di comprensione, sia sensoriali che intellettuali, dove ci rendiamo improvvisamente conto di questi aspetti della realtà, che di solito sono nascosti all’interno del nostro io interiore; pertanto, la sua profonda indagine del Sé, l’Altro e l’Altrove finalmente corrisponde alla sua personale esperienza di vita al di fuori del suo ambiente originario, affrontando allo stesso tempo il senso dell’esistenza e nel contesto delle dinamiche confusione inerenti al processo di globalizzazione.

Opere