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Yahon Chang - Impromptu

a cura di Paolo De Grandis, Maria Rus Bojan, Francise Chang
Coordinatore: Carlotta Scarpa,  PDG Arte Communications

15 Luglio – 3 Settembre 2017
Scuderie di Palazzo Acquaviva, Atri
Orari: tutti i giorni 10.00 – 12.30, 17:00 – 19.30, 21.00 – 23:00

 

L’obiettivo del coinvolgimento di questo artista è quello di produrre un’opera realizzata in loco da lasciare come simbolo del progetto alla città di Atri.

Yahon Chang vive e lavora a Taipei, Taiwan, ha partecipato alla 56. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia e ha di recente debuttato al MACRO di Roma nell’ambito del progetto “From la Biennale di Venezia to MACRO. International Perspectives”.

Chang crea opere su tela e carta di grandi dimensioni che mescolano mezzi orientali e occidentali come inchiostro e acrilico su carta di riso o tela abbinandoli. Utilizza pennelli cinesi di varie dimensioni che impongono al corpo e al gesto della pennellata di muoversi attorno al dipinto. Le sue opere scultoree sono anch’esse ricche di elementi calligrafici, dove il contorno della forma è l’imprinting della pennellata calligrafica. Vi è una profonda spiritualità nella tecnica espressionista caratteristica dalla sua opera, che si ispira alla concezione della tradizione dei letterati e allo zenismo, a cui si abbina la liberà di espressione nei colori e la dinamica delle pennellate. Le prime opere di Yahon Chang comportavano sempre la visualizzazione di monaci meditativi o figure sconosciute che emergevano dalla sua meditazione. I suoi ritratti evocano un particolare stato mentale che trascina lo spettatore nel suo sguardo e nella sua immobilità. Le composizioni figurative di Chang si richiamano sovversivamente alla configurazione dell’altare cinese, come se si trattasse di una commemorazione per gli esseri umani nel passato, nel presente e nel futuro. Vi è una certa qualità misteriosa nella pittura di Yahon che cementa uno stato di serenità all’interno dello spettatore, come se potesse vedere attraverso il dipinto un flusso del tempo che non è né passato né futuro, bensì uno stato di eterna esistenza. La sua pittura si ispira alla sua vita proponendo i suoi dinieghi, le sue lotte, la sua accettazione e il suo amore in questo mondo, esplorando lo spazio tra lo stato dell’essere e il subconscio che mette in discussione l’esistenza umana, la discriminazione sociale e la spiritualità.

Nel corso del 2005 Yahon Chang ha creato una serie di inchiostri a forma di Impromptus dove ha esplorato la tradizione di tecniche di calligrafia con una nuova dimensione gestuale. Quest’anno alle Scuderie Ducali di Palazzo Acquaviva di Atri, l’Impromptu sarà rappresentato all’interno del progetto Stills of Peace per una mostra personale che avvicinerà l’Oriente e l’Occidente. Per questa produzione, realizzata site specific, Chang risiederà nella città ducale di Atri per due settimane per creare una nuova serie di lavori che, sul modello Impromptu, approfondiranno lo stato del subconscio.

“I have specific preference for wild cursive,  running scripts and the ink-splashing techniques when it comes to ink-wash painting. I enjoy expressing the racing impulse of ideas that occur to me with rapid movement of brushwork. In creation of this series,  I painted wherever I was inspired. The brushes moved when and where my thoughts flew. Blended in the ink and brushwork was my consciousness. My heart danced with my hand as I found a delirium of joy.” ——Yahon Chang,  2005

Biografia

Born in 1948, Yahon Chang lives and works in Taipei, Taiwan. He has shown in numerous international solo and group exhibitions, with his most recent solo show, The Question of Beings, held at MACRO in Rome and at the Collateral Event of the 56th International Art Exhibition – la Biennale di Venezia. Employing Chinese ink painting techniques, his artwork encompasses a wide variety of media and is imbued with elements of the Literati and Zen traditions. With his upbringing in post-Japanese-colonial Taiwan, his works portray a particular visual language that voices the agony, rejections, struggles, adversity, acceptance and love in this world as well as his quest to find higher spirituality and peace. There is a certain mysterious quality to Yahon’s painting that cements a state of serenity within the viewer, as if they could see through the painting into a flux of time that is neither past nor future, but in a state of eternal existence.

Opere