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Yahon Chang - Impromptu

a cura di Paolo De Grandis, Maria Rus Bojan, Francise Chang
Coordinatore: Carlotta Scarpa,  PDG Arte Communications

16 Luglio – 3 Settembre 2017
Scuderie di Palazzo Acquaviva, Atri
Orari: tutti i giorni 10.00 – 12.30, 17:00 – 19.30, 21.00 – 23:00

 

L’obiettivo del coinvolgimento di questo artista è quello di produrre un’opera realizzata in loco da lasciare come simbolo del progetto alla città di Atri.

Yahon Chang vive e lavora a Taipei, Taiwan, ha partecipato alla 56. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia e ha di recente debuttato al MACRO di Roma nell’ambito del progetto “From la Biennale di Venezia to MACRO. International Perspectives”.

Chang crea opere su tela e carta di grandi dimensioni che mescolano mezzi orientali e occidentali come inchiostro e acrilico su carta di riso o tela abbinandoli. Utilizza pennelli cinesi di varie dimensioni che impongono al corpo e al gesto della pennellata di muoversi attorno al dipinto. Le sue opere scultoree sono anch’esse ricche di elementi calligrafici, dove il contorno della forma è l’imprinting della pennellata calligrafica. Vi è una profonda spiritualità nella tecnica espressionista caratteristica dalla sua opera, che si ispira alla concezione della tradizione dei letterati e allo zenismo, a cui si abbina la liberà di espressione nei colori e la dinamica delle pennellate. Le prime opere di Yahon Chang comportavano sempre la visualizzazione di monaci meditativi o figure sconosciute che emergevano dalla sua meditazione. I suoi ritratti evocano un particolare stato mentale che trascina lo spettatore nel suo sguardo e nella sua immobilità. Le composizioni figurative di Chang si richiamano sovversivamente alla configurazione dell’altare cinese, come se si trattasse di una commemorazione per gli esseri umani nel passato, nel presente e nel futuro. Vi è una certa qualità misteriosa nella pittura di Yahon che cementa uno stato di serenità all’interno dello spettatore, come se potesse vedere attraverso il dipinto un flusso del tempo che non è né passato né futuro, bensì uno stato di eterna esistenza. La sua pittura si ispira alla sua vita proponendo i suoi dinieghi, le sue lotte, la sua accettazione e il suo amore in questo mondo, esplorando lo spazio tra lo stato dell’essere e il subconscio che mette in discussione l’esistenza umana, la discriminazione sociale e la spiritualità.

Nel corso del 2005 Yahon Chang ha creato una serie di inchiostri a forma di Impromptus dove ha esplorato la tradizione di tecniche di calligrafia con una nuova dimensione gestuale. Quest’anno alle Scuderie Ducali di Palazzo Acquaviva di Atri, l’Impromptu sarà rappresentato all’interno del progetto Stills of Peace per una mostra personale che avvicinerà l’Oriente e l’Occidente. Per questa produzione, realizzata site specific, Chang risiederà nella città ducale di Atri per due settimane per creare una nuova serie di lavori che, sul modello Impromptu, approfondiranno lo stato del subconscio.

“Ho una specifica preferenza per l’uso spontaneo del corsivo, calligrafia e le tecniche dello spruzzo di inchiostro quando diventa pittura a inchiostro ad acqua. Amo esprimere l’impulso improvviso delle idee che mi vengono in mente con il movimento rapido della pennellata. Nella creazione di questa serie ho dipinto ovunque fossi ispirato. I pennelli si sono mossi nel tempo e nei luoghi in cui hanno volato i miei pensieri. La mia coscienza era nell’inchiostro e nella pennellata. Il mio cuore ha danzato con la mia mano in un delirio di gioia.” ——Yahon Chang, 2005

Biografia

Nato 1948, Yahon Chang vive e lavora a Taipei, Taiwan. Crea opere su tela e carta di grandi dimensioni che mescolano mezzi orientali e occidentali come inchiostro e acrilico su carta di riso o tela abbinandoli. Utilizza pennelli cinesi di varie dimensioni che impongono al corpo e al gesto della pennellata di muoversi attorno al dipinto. Le sue opere scultoree sono anch’esse ricche di elementi calligrafici, dove il contorno della forma è l’imprinting della pennellata calligrafica. Vi è una profonda spiritualità nella tecnica espressionista caratteristica dalla sua opera, che si ispira alla concezione della tradizione dei letterati e allo zenismo, a cui si abbina la liberà di espressione nei colori e la dinamica delle pennellate. Le prime opere di Yahon Chang comportavano sempre la visualizzazione di monaci meditativi o figure sconosciute che emergevano dalla sua meditazione. I suoi ritratti evocano un particolare stato mentale che trascina lo spettatore nel suo sguardo e nella sua immobilità. Le composizioni figurative di Chang si richiamano sovversivamente alla configurazione dell’altare cinese, come se si trattasse di una commemorazione per gli esseri umani nel passato, nel presente e nel futuro. Vi è una certa qualità misteriosa nella pittura di Yahon che cementa uno stato di serenità all’interno dello spettatore, come se potesse vedere attraverso il dipinto un flusso del tempo che non è né passato né futuro, bensì uno stato di eterna esistenza. La sua pittura si ispira alla sua vita proponendo i suoi dinieghi, le sue lotte, la sua accettazione e il suo amore in questo mondo, esplorando lo spazio tra lo stato dell’essere e il subconscio che mette in discussione l’esistenza umana, la discriminazione sociale e la spiritualità.

Opere