Clarté - Biografia Artisti

Linda Carrara
È nata a Bergamo, vive e lavora tra Bruxells e Milano (IT). Negli ultimi anni passati tra Gent, Bruxelles e Milano ho cercato di approfondire sino a sviscerare il genere pittorico della natura morta. Ho cercato di trarne il succo, l’essenza e le principali peculiarità; ne ho tratto la linfa per potermi dedicare ad esso con un approccio più dettagliato, maturo e approfondito.
Collegando la natura morta ai suoi albori decorativi, ho deciso di considerare tutti i suoi aspetti e tramutarla in una riflessione sulla pittura. La natura morta, vista come dimostrazione delle abilità dell’artista porta con se un distaccamento dall’importanza del soggetto dipinto. Eliminare l’oggetto dalla rappresentazione di oggetti per rappresentarne solo l’anima-l’essenza delle cose e non la seduttività dell’immagine.

Sabrina D’Alessandro
Il lavoro di Sabrina D’Alessandro si chiama Ufficio Resurrezione: “Ente preposto al recupero e alla diffusione di parole smarrite, benché utilissime alla vita sulla terra.”
Da anni l’artista ricerca in testi antichi e vecchi dizionari parole italiane inconsuete, spesso dunque arcaiche o cadute in disuso, ma affascinanti per la loro sonorità e per le idee che contengono. Sabrina D’Alessandro salva queste parole dall’oblio e le restituisce in modo inaspettato, trasformandole in opere d’arte visiva, libri, performance e installazioni: in una parola, resuscitandole.
Il suo Uffcio Resurrezione è un modo per ridare vita non solo alle parole, ma anche alla loro capacità di risuonare e di far risuonare la realtà; rappresenta una volontà di rinascita generale, che passa attraverso le parole antiche per arrivare a un modo nuovo di leggere la realtà e di reinventarla.
Il progetto la conduce alla realizzazione del volume “Il Libro delle Parole Altrimenti Smarrite” (Rizzoli 2011) – segnalato nel Libro dell’anno 2011 dell’Enciclopedia Treccani- e a portare le sue performance e installazioni legate alle parole in vari luoghi, pubblici e privati, dell’arte e della cultura. I suoi video presentati dal Museo Gamec sono in onda su SkyArte da marzo 2016. Altri lavori significativi: “Parole scilingue per quadri trappola”, performance all’interno della mostra “Eat Art in Trasformation” di Daniel Spoerri (Galleria Civica di Modena, 2015), “Terzo Censimento Peculiare: una parola per dire il futuro sentire” (Palazzo Estense, Ferrara 2015), “Parole all’asta: asta di parole a fini salvifici, conservativi e scombussolativi” (Oratorium Passionis, Sant’Ambrogio, Milano 2014), “Esempio di ingiurie in una redamazione rimpedulata” (CAOS, Centro Arti Opificio Siri, Terni, 2011) “Il cimitero delle parole altrimenti defunte” (Box Shock, Milano 2009).

Brunella Fratini
(Pianella, Pe 1978). Vive e lavora a Vasto.
Dal 2001 al 2013 collabora come giornalista con la redazione regionale del quotidiano il Messaggero e con la redazione romana de L’Unità. Dal 2006 inizia a lavorare come fotografa freelance ed a collaborare con l’agenzia Abcgrafiche di Vasto.
Le sue fotografie sono state pubblicate su alcune delle più importanti riviste italiane di moda, viaggi, architettura e cultura contemporanea, come DOVE, Photovogue, Viaggi di Repubblica, Vanity Fair, Vario, Men’s Health (nl), Buono e Bello, Tesori d’Abruzzo, Artabout Magazine, C-41 Magazine, Barnum Review, Rouse Magazine, Radio Delta it, Private Photography Review, France.
Partecipa a numerosi premi tra cui: Premio Arte Laguna, Premio Celeste, Premio National Geographic Italia, Lens Culture Portrait Awards, Premio SACI International Firenze, Premio Leica, Premio Portfolio Canon Italia, Premio Tiziano Terzani, Premio Freres des Hommes Italia, Milano, Lens culture Prize Award;
“L’anima ha infiniti sguardi, molteplici porte da spalancare, serrare o dischiudere appena, per dare forma alla nostra esistenza”. Brunella Fratini.

Miranda Gibilisco
Miranda Gibilisco nasce in Sicilia, a Siracusa, nel 1953 animata da due grandi passioni, il viaggio e la fotografia. Da qui nascono gli oltre 30.000 scatti del suo repertorio artistico: lavori che spaziano tra viaggi, percorsi spirituali, mari, deserti, infinite vallate, culture e mondi sempre nuovi e affascinanti. Con i suoi lavori tra cielo, terra e acqua l’artista vuole valorizzare gli elementi primari e con grande curiosità ricerca nuovi materiali di supporto per esprimere al meglio le sensazioni vissute al momento dello scatto.
“La natura si diverte, ci mette di fronte alla nostra anima, ce la contorce, ci fa sentire piccoli e indifesi e allo stesso tempo vivi e forti. Un profondo senso di gratitudine per avermi permesso di entrare nel suo mondo mi fa trattenere il fiato per non far rumore, non voglio rompere l’incantesimo voglio solo scattare una foto”, Miranda Gibilisco

Francesco Impellizzeri
Francesco Impellizzeri nasce a Trapani nel 1958 e nel 1982 si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove vive e lavora.
Nelle sue prime esposizioni ha privilegiato una ricerca sul segno/colore in rapporto alla musica e dal 1990 propone performances e installazioni in cui, pittura, musica, teatro, video, ecc., si fondono fino ad ottenere anche un prodotto fotografico e pittorico. Il tutto presentato in modo ludico e ironico, ma con forte senso critico nei riguardi della nostra società.
Dal 1997 al 2007 ha esposto con la galleria Espacio Minimo di Madrid.
In quegli anni ha realizzato i “Pensierini”, riproduzione a matita dei fogli di quaderno delle scuole elementari, realizzati in piccole e grandi dimensioni, in cui sono commentati fatti di costume, politici e privati visti come dagli occhi di un bambino ma il cui contenuto rivela il tipico punto di vista del suo lavoro.
Nelle ultime opere il colore della ricerca cromatica iniziale si fonde con i testi degli appunti dei suoi taccuini, aggiungendo al suo lavoro una valenza concettuale e poetica.
Attraverso installazioni i testi, dipinti con colore argento su cristallo, vengono presentati come proiezioni luminose arricchite da suoni o performance musicali.
Nel 2013 ha creato, con Mikele Abramo, “ARTE CLANDESTINA” un progetto di eventi pittorico/musicali in cui vengono messe in evidenza le carenze culturali di questo ultimo ventennio attraverso una visione critica ma propositiva.
Tra i musei e le gallerie in cui ha esposto: Il Ponte Contemporanea (RM), La Nuova Pesa (RM), Trevi Flash Art Museum (PG), Castello di Rivara (TO), Palazzo Pascali (Polignano a Mare), Villa Manin di Passariano (UD), Contemporary Art Centrum di Poznan, Galleria Buia (N.Y.), Museo DA2 di Salamanca, Museo Reina Sofia di Madrid.

Minus.log
Nato nel 2013 da Manuela Cappucci e Giustino Di Gregorio, è un collettivo che si dedica alla realizzazione di opere di varia natura come installazioni audiovisive, stampe e lavori pittorici accomunati da un processo di sottrazione, di riduzione dei mezzi.
La sua attenzione è concentrata sullo spazio vuoto, sulla pausa, su una comunicazione che nasce dal silenzio. Elementi semplici come linee di luce e forme minimaliste, interagiscono con superfici, sculture o ambienti che, accogliendo il rigore formale, giocano negli interstizi del senso e della logica portando in primo piano ciò che spesso è accantonato velocemente: l’errore, l’attesa, la ripetizione.
Minus.log, nella creazione di ambienti immersivi, esplora e invita ad esplorare un diverso rapporto con lo spazio e con il tempo, una dimensione nella quale sia possibile cogliere sfumature sottili e variazioni minime.

Marco rapattoni
Marco Rapattoni nasce a Pescara, la musica lo accompagna sin dai tempi della prima giovinezza. Studia e si laurea a pieni voti in pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma e contemporaneamente studia Architettura all’Università di Roma, a Valle Giulia.
In seguito si trasferisce per diversi anni in America ed opera nell’ambito della Indiana University School of Music a Bloomington, Stati Uniti, dove studia pianoforte, composizione e direzione d’orchestra e diviene assistente del famoso pianista ungherese Gyorgy Sebok per il pianoforte e di Franco Gulli per la musica da camera.
Ha collaborato con famosi caposcuola del concertismo mondiale come Janos Starker e Joseph Gingold, tenendo recitals, prime esecuzioni ed eseguendo il più vario repertorio cameristico con artisti “in residence “ provenienti da tutto il mondo.
Personaggio versatile e ideatore di progetti artistici multidisciplinari, è stato per molti anni responsabile musicale della Galleria del Credito Valtellinese Palazzo delle Stelline di Milano e del progetto“Arte, Segno e Comunicazione” per il Centro servizi per l’arte contemporanea della Galleria Venticorrenti di Milano. Resta memorabile la sua esecuzione creativa in Omaggio ad Andy Wharol e John Cage. Invitato nell’ambito della 52° Biennale di Venezia per la celebrazione di Joseph Beuys dalla curatrice Lucrezia De Domizio Durini, nello Spazio Thetis, Nuovissimo Arsenale, ha partecipato alla rassegna di musica contemporanea, in Omaggio al Maestro Tedesco “ Nel Segno di Joseph Beuys.”
Protagonista al Monte Verità ad Ascona, in Svizzera, celebre luogo della cultura mondiale, per la celebrazione del 150° Anniversario di Claude Debussy, dell’esecuzione in prima mondiale di “Clued_up Abyss”, composizione di Emanuel Dimas De Melo Pimenta, già allievo di John Cage, nel filone di una rivisitazione sonora in omaggio al celebre compositore francese. Ed è stato ancora ospite nella performance “ONE LOOK AT AVANT-GARD“- Home of Croatian Association of Artists presso il “Mestrovic Pavilion” di Zagreb. È stato invitato nel 2013 dalla Kunsthaus di Zurigo per un concerto in occasione di un’ importante manifestazione dal titolo “Remember Joseph Beuys.” Un’operazione che toccherà parecchi paesi nel mondo. Ha registrato per la Rai e Radio France ed ha inciso per l’etichetta “ArKadia“ di Milano. E’ntitolare di una cattedra di Repertorio e prassi esecutiva pianistica moderna e contemporanea presso il Conservatorio “G. Verdi“ di Milano.
Collabora da oltre 10 anni con Lucrezia De Domizio Durini, la maggiore esperta del pensiero e dell’opera di Joseph Beuys, In Eventi internazionali e in varie occasioni, per il Maestro tedesco e per diversi artisti, ha creato Concerti inediti e particolari “Partiture Creative” atipiche esposte in mostre ed edite in prestigiose pubblicazioni italiane e straniere. La Musica e l’Arte sono per il musicista artista Marco Rapattoni un unicum che vivono in simbiosi come concreta visione dell’Arte Totale.

Alessandro Rosa
1982. Vive e lavora a Roma Diplomato all’Accademia di Belle arti di Roma, presente in importanti mostre romane e invitato alla 54° Biennale di Venezia nella sezione “Illuminations”, ha collaborato con il collettivo Santasangre, per il quale ha creato scenografie virtuali realizzate attraverso il video, media, pressoché primario nel suo lavoro perché come lui aafferma: “E’ un mezzo in cui possono convergere molteplici forme artistiche, multidisciplinare ed eclettico.”.
Nelle sue opere è preponderante una componente filosofico-concettuale che si avvale anche della riproduzione 3D dove giochi luministici monocromi di grande effetto sopperiscono all’uso del colore. Al limite tra semiotica, psicologia, estetica e scienza, il suo lavoro si inserisce nel panorama artistico italiano spingendo critico e spettatore verso una riflessione complessa sulla visione e sull’attribuzione di senso che viene conferita alle cose in modo convenzionale.

Massimo Ruiu
Nato a S. Severo (FG) nel 1961, si laurea in Storia dell’Arte contemporanea nell’89 e svolge la propria attività artistica
ed espositiva a partire dal 1984.
La sua ricerca artistica ha, come propria costante, una tensione poetica che focalizza una serie di tematiche legate ai bisogni umani più intimi e profondi.
Tali contenuti si sostanziano, di volta in volta ed in relazione ai contesti, in opere realizzate attraverso il ricorso a tecniche e linguaggi diversificati: installazioni, diaproiezioni, video, videoinstallazioni, disegni, fotografia.
L’ultima ricerca è realizzata attraverso opere fotografiche che presentano:

  • delle aree “sfondate” nelle quali la luce e, con essa, la percezione dello spettatore, vengono totalmente assorbite (le “Ombre assolute”).
  • delle sovrapposizioni e stratificazioni di oggetti che cambiano la natura di una medesima immagine di partenza, mettendo in crisi la conoscibilità della stessa (le “Derive”).

Guido SIlveri
E’ nato a Chieti il 7 Gennaio 1962. Ha conseguito la maturità artistica a Pescara dove ha anche frequentato corsi di danza classica nella scuola Kineo. Si perfeziona con il maestro Pieter Van Der Sloot e studia inoltre con Giuseppe Urbani, Margherita Traianova, Peter Goss, Carolyn Carlson.Da alcuni anni si impegna nella ricerca personale di nuove
forme coreografiche ed è maestro di danza contemporanea presso lo I.A.L.S..Ha avuto diverse esperienze teatrali, nei ruoli di ballerino, primo ballerino o assistente coreografo, in spettacoli come: “Irma la dolce”, “Dracula”, “Un americano a Parigi”, “La bella e la bestia”, “Sogno di una notte di mezza estate”,”La Tempesta”, “Serata con Hether Parisi”, “Se il tempo fosse un gambero”, “Don Chisciotte”, “A Chorus Line”.Ha danzato in “Cenerentola” e nel “Lago dei Cigni” con Carla Fracci e George Jancu. Per la televisione ha partecipato, come primo ballerino, a trasmissioni come: “Premio regia televisiva”, “Tenera è la notte”, “Fantastico 8”, “Fantastico 10”.